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Studi di Psicologi e Psicoterapia a Roma: Le Onde

Psicologia giuridica e valutazioni psicodiagnostiche




Nei processi il Magistrato che reputi necessario acquisire informazioni specifiche si può avvalere dell'ausilio di Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU) come psicologi, psichiatri pedagogisti, con lo scopo di assisterlo nel corso dei procedimenti.
Dopo la nomina dell'esperto le parti, di solito su indicazione del proprio avvocato, possono nominare un Consulente Tecnico di Parte (CTP), che ha il compito di assistere e valutare le operazioni peritali dei Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU) con il fine di garantire la tutela dei diritti dei propri clienti.
In pratica ha il compito seguire e di verificare la correttezza delle procedure applicate dal Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) e di scrivere una relazione finale che si vada ad aggiungere a quella elaborata dal Consulente Tecnico d'Ufficio (CTU) e che il Magistrato è tenuto a considerare.
Le consulenze tecniche possono essere utilizzate nei procedimenti civili e anche nei procedimenti penali, nel qual caso sono nominate "perizie".

LE ONDE collabora con associazioni di settore e Studi legali nei seguenti ambiti di valutazione e intervento:


Affidamento dei figli
Nelle separazioni giudiziali, nei casi in cui la coppia non sia d'accordo sulle modalità di affidamento dei minori, il Codice di Procedura Civile contempla che il Magistrato si possa avvalere di esperti (psicologi, psicoterapeuti, ecc) che lo aiutino ad evidenziare elementi utili necessari a garantire l'esclusivo interesse dei minori.
La consulenza psicologica si configura come un'indagine psicodiagnostica volta ad indagare la situazione relazionale fra i vari componenti della famiglia, con l'obiettivo di verificare le potenzialità e le idoneità genitoriali.
L'indagine psicodiagnostica inizia dai colloqui e dall'osservazione degli attori interessati e dei soggetti nei loro ambienti di vita.
Può essere opportuno fare audizioni ad eventuali testimoni della rete formale ed informale di sostegno ,e procedere ad un'eventuale esame psicodiagnostico qualora ve ne fosse la necessità o la richiesta esplicita da parte del Giudice.
Abuso, maltrattamento e violenza sessuale su minori
Il maltrattamento del bambino, identificato più di 40 anni fa, sul piano fisico e quindi anche emozionale, è stato ed è tuttora oggetto di attenzione sociale e scientifica.
Questo ha permesso da un lato di chiarirne gli aspetti, le caratteristiche, le dinamiche, dall'altro di precisarne le modalità migliori di approccio medico, psicologico e giuridico.
La necessità di identificare il maltrattamento deriva, oltre che da precisi obblighi di legge, anche dall'opportunità di interrompere la progressione nel tempo della violenza fisica e della persistenza dell'incuria e dell'abuso sessuale che può portare allo sviluppo di gravi disturbi della personalità e di patologie psichiatriche.
Il maltrattamento può essere "fisico" quando le persone o le persone legalmente responsabili del bambino eseguono o permettono che si eseguano lesioni fisiche o mettono i bambini in condizioni di rischiare lesioni fisiche.
Nel maltrattamento "psicologico" il bambino è svalutato, denigrato, umiliato e sottoposto a sevizie psicologiche.
L'abuso sessuale comprende tutte quelle pratiche manifeste o mascherate a cui vengono sottoposti i bambini.
Può suddividersi in due tipi:
- abuso sessuale intrafamiliare;
- abuso sessuale extrafamiliare;
a seconda del rapporto esistente tra il bambino e l'abusante.
Se questi è un familiare si parla di abuso sessuale intrafamiliare, se invece si tratta di una figura estranea al nucleo familiare si parla di abuso extrafamiliare.
Stalking
Una situazione caratterizzata da una serie di azioni volte ad infondere timore nella vittima prescelta, tramite minacce e persecuzioni ripetute nel tempo e che possono portare anche ad aggressioni fisiche, fino ad arrivare ai tristi casi di omicidio purtroppo noti.
La recente legge sullo stalking, approvata il 29 gennaio 2009, prevede "pene fino a 4 anni di reclusione per molestie reiterate, che possono essere aumentate se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato/divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva o ai danni di un minore, di donna in stato di gravidanza o di soggetto disabile".

Mobbing
Anche questa è una forma di abuso psicologico che però avviene sul luogo di lavoro, un fenomeno molto serio che può portare la vittima a subire vessazioni ed esclusione sociale, fino alla perdita del posto di lavoro stesso.
Il mobbing può comportare anche vere e proprie alterazione psichiche, ansia generalizzata, disturbi del sonno, depressioni marcate o può sfociare in situazioni di reato, dando vita al danno morale.
Al di là di tali casi estremi esso rimane comunque un danno esistenziale, ex art. 2043 c.c. e come tale va contrastato.

Le principali categorie di vessazione che si possono realizzare sono:
- persecuzione psicologica;
- offese verbali;
- maggiori richieste di attività lavorativa;
- violenza fisica;
- stigmatizzazione sociale;
- molestia sessuale.

Le molestie sessuali possono delinearsi come dei veri e propri atti di mobbing in quanto ledono la dignità della persona; rientrano tra questi casi, oltre a reali tentativi di molestia e "atti sessuali", anche i corteggiamenti indesiderati e le "proposte indecenti".
Insieme a simili atteggiamenti violenti possono coesistere nel contesto lavorativo alcune condizioni costrittive così come viene riportato dall'INAIL:
- marginalizzazione delle attività lavorative;
- demansionamento;
- mancata assegnazione di compiti lavorativi;
- inattività prolungata;
- mancata assegnazione di strumenti adeguati di lavoro;
- trasferimenti ingiustificati;
- prolungata attribuzione di compiti troppo complessi;
- prolungata attribuzione di compiti troppo semplici e dequalificanti;
- impedimento all'accesso di notizie;
- esclusione del lavoratore dalla formazione continua, di riqualificazione e di aggiornamento professionale;
- forme di controllo esasperate ed eccessive.







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